Circle, la società emittente di USDC, la seconda stablecoin più grande al mondo, è arrivata in Corea del Sud per una serie di incontri strategici con le principali istituzioni finanziarie e piattaforme di scambio di criptovalute del paese. A guidare la delegazione è Heath Tarbert, Presidente di Circle, una figura di spicco nel settore, noto per essere stato presidente della Commodity Futures Trading Commission (CFTC) degli Stati Uniti dal 2019 al 2021. Durante il suo mandato, Tarbert si è distinto per la sua posizione favorevole al mondo delle criptovalute, classificando Bitcoin ed Ethereum come materie prime (commodities) anziché come titoli (securities).
Data la sua profonda esperienza in materia di regolamentazione, si prevede che il dialogo si concentrerà sulle future normative per le stablecoin in Corea del Sud. A differenza di altre potenze asiatiche come Giappone, Hong Kong e Singapore, la Corea del Sud, pur essendo uno dei mercati più attivi per il volume di scambi di asset digitali, non ha ancora una legislazione specifica per le stablecoin.
L’Approccio Strategico di Circle tra Banche e Exchange
La Corea del Sud sta accelerando i tempi per colmare questo vuoto normativo. Le autorità finanziarie hanno già manifestato l’intenzione di autorizzare l’emissione di stablecoin ancorate al won sudcoreano e di supportare lo sviluppo di infrastrutture di pagamento e trasferimento basate su blockchain. La Banca di Corea ha espresso una forte preferenza per un modello “bancocentrico”, il che spiega perché Circle abbia scelto di incontrare proprio gli istituti bancari. In un contesto in cui crescono le richieste di regolamentare le stablecoin emesse all’estero, collaborare con un’istituzione “altamente affidabile” come una banca potrebbe essere una mossa strategica per Circle per consolidare la propria posizione nel mercato.
Dal canto loro, le banche sudcoreane, pur avendo già depositato marchi per progetti di stablecoin, non hanno ancora identificato un modello di business chiaro e redditizio. L’esperienza di Circle nell’emissione e nella gestione dell’ecosistema USDC potrebbe fornire loro preziose indicazioni per lo sviluppo futuro.
Parallelamente, gli incontri con le piattaforme di scambio di criptovalute mirano a rafforzare la presenza di USDC. Attualmente, le tre principali borse del paese – Upbit (con una quota di mercato di circa il 73%), Bithumb (25%) e Coinone (2%) – supportano già le transazioni in USDC. Tuttavia, il volume di scambi di USDC è ancora circa dieci volte inferiore a quello del suo principale concorrente, USDT di Tether. Secondo i dati forniti dalla Banca di Corea, a marzo il volume mensile di scambi di USDT ha raggiunto circa 11,5 trilioni di won, rispetto ai 660 miliardi di won di USDC. Nonostante ciò, il mercato complessivo delle stablecoin nel paese è in forte espansione, passando da circa 17 trilioni di won nel primo trimestre del 2024 a 60 trilioni nel quarto.
Le Stablecoin Sotto la Lente: Rischi di Fuga di Capitali e Criminalità Finanziaria
Mentre l’industria si muove, emergono serie preoccupazioni sulla stabilità finanziaria globale. Durante il World Congress of Economists (ESWC) tenutosi a Seul, Hyun Song Shin, economista capo della Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI), ha lanciato un avvertimento sui rischi associati alle stablecoin. Shin ha sottolineato che, sebbene abbiano usi legittimi, le stablecoin sono diventate un canale privilegiato per la fuga di capitali e la criminalità finanziaria, grazie all’anonimato offerto dai wallet personali basati su blockchain e alla loro natura transfrontaliera.
Secondo Shin, circa il 63% dei crimini legati alle criptovalute commessi dal 2022 ha visto l’impiego di stablecoin. “Anche nei paesi con solidi quadri normativi come le leggi sul controllo dei cambi, è quasi impossibile monitorare e bloccare completamente le transazioni illecite”, ha affermato, evidenziando la difficoltà di sorvegliare miliardi di operazioni quotidiane. L’economista ha inoltre avvertito che l’adozione diffusa di stablecoin ancorate a valute nazionali potrebbe paradossalmente rafforzare la dominanza del dollaro, aumentando l’instabilità dei mercati valutari e neutralizzando le attuali normative sui cambi.
La Risposta della Banca Centrale: Il Progetto CBDC “Hangang”
Come alternativa più sicura e trasparente, gli esperti indicano le valute digitali delle banche centrali (CBDC). Shin ha menzionato due iniziative chiave: il “Progetto Hangang” della Banca di Corea e il “Progetto Agora”, una collaborazione internazionale guidata dalla BRI. Il primo è un esperimento che prevede l’emissione di deposit token (una forma di stablecoin) all’interno di una rete controllata dalle banche. Il secondo mira a tokenizzare le riserve delle banche centrali e i depositi bancari per ottimizzare i sistemi di pagamento transfrontalieri.
Yoon Sung-kwan, direttore del Dipartimento di Valuta Digitale della Banca di Corea, ha presentato i risultati del “Progetto Hangang”. “Il sistema basato su CBDC consente il regolamento istantaneo e privo di rischi tra asset digitali, superando i limiti dei sistemi finanziari tradizionali”, ha spiegato. Ha inoltre evidenziato i benefici in termini di politiche pubbliche, come la possibilità di creare voucher personalizzati per sussidi sociali, garantendo che i fondi vengano spesi solo per beni specifici e aumentando l’efficienza e la trasparenza. La tecnologia abilita anche i pagamenti “machine-to-machine”, aprendo la strada a scenari in cui agenti di intelligenza artificiale potranno effettuare transazioni in modo autonomo.
Impatto Economico e Adozione: Il Futuro delle Valute Digitali
Durante il congresso sono stati presentati anche studi sull’impatto economico delle CBDC. Kim Young-sik, professore di economia all’Università Nazionale di Seul, ha illustrato una ricerca secondo cui, se introdotta in Corea, una CBDC diventerebbe il metodo di pagamento preferito per circa il 20% della popolazione adulta, superando i contanti (18%) e i pagamenti mobili (16%). Il successo dipenderà molto dal design della politica monetaria, inclusi incentivi finanziari e livelli di anonimato.
Sfatando un timore diffuso, un’altra ricerca ha concluso che l’introduzione di una CBDC non avrebbe un impatto negativo sull’economia reale. Cho Sung-hoon, professore di economia alla Yonsei University, ha dimostrato che anche se una parte dei depositi bancari venisse convertita in CBDC, l’effetto a lungo termine su consumo, lavoro e capitale sarebbe “estremamente limitato”. “L’introduzione di una CBDC non causerebbe alcun problema significativo all’economia”, ha concluso.