L’inizio di settimana sorride al mercato milanese. Nonostante il peso delle tensioni geopolitiche internazionali, in particolare in Medio Oriente, la borsa italiana ha registrato un progresso solido, supportata anche dalla buona intonazione di Wall Street in apertura. Il FTSEMib ha chiuso a ridosso dei massimi intraday, guadagnando l’1,24% e portandosi a 39.929 punti, dopo un’oscillazione iniziata a quota 39.557.
Sulla stessa lunghezza d’onda si sono mossi gli altri indici principali: il FTSE Italia All Share ha segnato un +1,18%, accompagnato dai rialzi del Mid Cap (+0,46%) e del segmento Star (+1,08%). I volumi di scambio in questa seduta del 16 giugno 2025 si sono però assottigliati, scendendo a 2,91 miliardi di euro contro i 3,51 di venerdì. Sul fronte macroeconomico e valutario, l’euro continua a scambiare sotto la soglia degli 1,16 dollari. Lo spread Btp-Bund resta ancorato sopra i 90 punti base, con il rendimento del decennale italiano che si aggira intorno al 3,5%. Da segnalare, infine, il nuovo scatto del bitcoin: verso le 17.35 la criptovaluta è balzata oltre i 107.500 dollari, l’equivalente di poco meno di 93.000 euro.
Il comparto bancario e la strategia di Piazzetta Cuccia
I veri protagonisti della giornata sono stati i titoli del credito. Ottime le performance di UniCredit, in rialzo del 3,44%, e di Intesa Sanpaolo (+2,35%). Più staccate, ma comunque in territorio ampiamente positivo, si posizionano BPER Banca (+2,12%), Banca Popolare di Sondrio (+2,21%), Banco BPM (+1,5%) e Monte dei Paschi di Siena (+1,33%).
A catturare l’attenzione degli operatori è stata senza dubbio Mediobanca (+1,17%). L’istituto ha deciso di rimescolare le carte, comunicando il rinvio al 25 settembre 2025 dell’assemblea ordinaria inizialmente prevista per oggi. Sul tavolo c’è la cruciale approvazione dell’offerta pubblica volontaria di scambio su Banca Generali, che in borsa ha ceduto il 2,28%. I sondaggi pre-assembleari hanno confermato un ampio supporto del mercato all’operazione, ma diversi soci hanno chiesto maggiore chiarezza sulle intenzioni della casa madre Generali (-0,55%). Il gruppo di Trieste ha fatto sapere di aver avviato un’analisi approfondita per valutare le implicazioni economiche e commerciali della proposta. Il consiglio di amministrazione di Mediobanca ha quindi preferito prendere tempo per conoscere questo orientamento prima di interpellare i propri azionisti. L’offerta rimane comunque valida in tutti i suoi termini, inclusa la chiusura attesa tra settembre e ottobre del 2025.
Industria e infrastrutture verso la transizione
Fuori dal perimetro puramente finanziario, il comparto industriale e delle infrastrutture ha offerto spunti rilevanti. Interpump ha segnato un progresso dell’1,46% sull’onda di una nuova espansione aziendale. La controllata Interpump Hydraulics ha infatti firmato un accordo vincolante per rilevare il 65% di Padoan, società specializzata in serbatoi per veicoli industriali e macchinari. L’operazione, che valuta l’azienda circa 16 milioni di euro, diventerà operativa dal 1° luglio 2025. Sono già stati definiti i meccanismi di “put&call” che permetteranno a Interpump di acquisire le quote restanti a partire dal luglio 2030.
Parallelamente, prende forma una trasformazione radicale per l’infrastruttura energetica del Paese. Snam, il gestore della rete di trasmissione nazionale del gas, ha delineato un piano di investimenti da 200 milioni di euro (circa 232 milioni di dollari) per la riconversione dei propri asset. L’obiettivo dell’operazione è riadattare una porzione significativa dell’attuale rete di gasdotti italiani per consentire il trasporto dell’idrogeno, un passo che unisce le dinamiche industriali del Paese alla più ampia strategia europea di transizione ecologica.